Buongiorno Amici
 
alzi la mano chi non ha detto almeno una volta
"Come vorrei essere libero...come vorrei poter fuggire su un'isola deserta o in cima ad una montagna..."
Io personalmente vorrei un angolino tranquillo in riva al mare...
una casetta con un piccolo giardino sul davanti
e sul retro una scaletta che porti direttamente sulla spiaggia
a pochi passi dal mare
Svegliarmi insieme al sole che sorge
assistere a questo spettacolo che incendia gli occhi
vedere il suo volto diventare sempre più grande e luminoso
finchè la sua bellezza raggiunge uno splendore tale
che non è più possibile guardarla
Ed ecco allora che esso sembra scomparire ai miei occhi
perchè assume dei contorni indefiniti
ma io so che è sempre lì perchè avverto il suo calore sulla mia pelle
Camminare allora pigramente sul bagnasciuga
passo dopo passo
posando i piedi su un terreno vergine
perchè purificato dalle onde
e ogni tanto voltarmi indietro
e vedere le orme che ho lasciato
ma che al mio ritorno non troverò più
perchè il mare le avrà già spazzate via
E chiedermi...
ma io chi sono?
Cosa faccio qui?
A cosa serve questa mia vita?
Resterà un passaggio di me una volta che non ci sarò più?
Oppure sarà sufficiente attendere "pochi minuti" e ogni "traccia" sarà scomparsa?
E se così sarà...a cosa serve allora questo mio preoccuparmi...questo mio affannarmi?
 
Meglio vivere giorno dopo giorno senza chiedersi nulla
meglio librarsi nell'aria come quel gabbiano che svolazza
libero e felice
"Ciao Jonathan...come va lassù?....Sapessi come ti invidio..."
Ma è poi vero che lo invidio?
Anche io sono libera...i miei pensieri mi appartengono...quelli sono solo miei...
e non è forse libertà questa??
"Ciao Jonathan...ho cambiato idea...non ho nulla da invidiarti..."
 
 
Leyla
 
 
Io vagabondo
(Nomadi)

Io un giorno crescerò,
e nel cielo della vita volerò,
ma un bimbo che ne sa,
sempre azzurra non può essere l’età,
poi una notte di settembre mi svegliai
il vento sulla pelle,
sul mio corpo il chiarore delle stelle
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che giocava in un cortile:

Io vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho ma lassù mi è
rimasto Dio.

Si la strada è ancora là,
un deserto mi sembrava la città,
ma un bimbo che ne sa,
sempre azzurra non può essere l’età,
poi una notte di settembre me ne andai,
il fuoco di un camino
non è caldo come il sole del mattino
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che giocava in un cortile...

Io vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho ma lassù mi è
rimasto Dio, Io vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho ma lassù mi è
rimasto Dio.


 
 
 

 

 
 
 
 

 
 
 
 
 

 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 

 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
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