Ritorno a casa

...che bella cosa sono i ricordi…sono tuoi e nessuno mai te li potrà togliere…

Sono con mia cugina Mary, qui, nel pieno centro di Taranto, bella più che mai, sfavillante di luci e di colori, nel Natale del 1996.

Sono fuggita da Bologna…non potevo passare il Natale lì…babbo e mamma non c’erano più… ed io impazzivo al solo pensiero dell’avvicinarsi delle feste…e così sono letteralmente fuggita…

Mi sono sobbarcata 800 km di autostrada in pieno inverno, tra nebbia, pioggia, neve e ghiaccio e per chi mi conosce e sa che terrore io abbia di viaggiare in auto, è come se avessi compiuto un’impresa eroica.

Ma non potevo restare…avevo bisogno di loro…avevo bisogno di sentirmeli vicino…di tornare a “casa”…

Ho vissuto a Taranto solo i miei primi 7 anni di vita e poi sempre in giro per l’Italia per finire col mettere le radici a Bologna, ma sempre con loro, sempre con babbo e mamma al mio fianco…eppure nel momento di maggior bisogno…l’unica ancora di salvezza è stata la mia città…l'unico porto sicuro in cui rifugiarmi...

…e così…come una novella Rossella O’Hara…tornai dopo 12 anni che mancavo, portando con me un piccolo portaritratti con le foto di babbo e mamma da giovani…

Lasciai i loro corpi stanchi a riposare alla Certosa di Bologna…e poi via…via verso il sole, verso il mare, verso la loro gioventù, tante volte rivissuta attraverso i loro racconti…

Lina...ma fa' le pettole comme faceva a mamma mea?

Mimmo...t’arricuerd d' quedda vota abbasc' a' marina?

Mamma...come si chiamava quello stabilimento balneare dove il mare finiva con un fiume?…Pino solitario…lo ricordi anche tu?

Babbo...mi racconti ancora una volta di quel signore strano?...Marc Poll?

Voci del passato che affollavano la mia mente, immagini credute dimenticate, che invece riaffioravano più nitide che mai, mentre l’auto divorava km su km…feci tutto il viaggio con loro…e più i km diminuivano…più loro si avvicinavano…più la loro presenza diventava reale...i loro volti giovani e sorridenti mi guardavano dal portaritratti aperto, appoggiato sul cruscotto…finchè…

…finchè…ecco il ponte di pietra…ecco la ringhiera…il mare...e respirando a pieni polmoni l’aria salmastra fino ad inebriarmi…finalmente, baciandoli, potei sussurrare…

Babbo…Mamma…siamo a casa…ancora una volta assieme…

Leyla (una Delfina Errante sotto le due torri)

Bologna. 2 giugno 2002

   

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