Gino Paoli
 
 

   La gatta    
 
 
 
 
 

C'era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
e una vecchia soffitta vicino al mare
con una finestra a un passo dal cielo blu
 


Se la chitarra suonavo
la gatta faceva le fusa
ed una stellina scendeva vicina
poi mi sorrideva e se ne tornava su.
 


Ora non abito più là
tutto è cambiato, non abito più là
ho una casa bellissima
bellissima come vuoi tu.

Ma ho ripensato a una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
a una vecchia soffitta vicino al mare
con una stellina che ora non vedo più.
 
 

 
 
 
Un incontro casuale
 
 
Sto passeggiando solitaria, immersa nei miei pensieri, quando mi sento chiamare.
Mi fermo, volto la testa, guardo la figura che mi ha distratta dal mio vagabondare.
Non la conosco...ha un'aria simpatica, però...mi sta sorridendo...quasi quasi mi avvicino...
E così devio dai miei passi e piano piano avanzo verso di lei.
Giuntale davanti posso osservarla meglio.
Decisamente non l'ho mai vista prima...uhm...mi piace il suo odore...e così inizio a sfiorarla.
Lei continua a sorridermi, ma non mi tocca, anche se si siede sul bordo dell'aiuola in modo che io possa starle più vicina.
Inizio la mia danza rituale per convincerla ad accarezzarmi, ma niente...
Le giro intorno, le accarezzo le gambe, mi sdraio davanti a lei...sento che sta per cedere...e così finalmente mi sfiora delicatamente con una mano...
Come sei bella...e come sei cara...sei morbida morbida -mi dice- Sei troppo fiduciosa però. Dovresti fare più attenzione. Non devi avvicinarti a tutti. Lasciarti toccare poi...è meglio di no. Promettimi  che starai più attenta...c'è tanta gente cattiva...se tu sapessi...Ora devo andare. Ciao bella, buona passeggiata...
Si alza e la vedo allontanarsi. Peccato. Ad un tratto si volta, mi fa ciao con la mano, allora la saluto anche io...
Miaooooooooo

         
 
 
 
Un incontro casuale...dall'altro punto di vista
 
 
Sono in attesa con Sandro in un ufficio pubblico.
La fila è lunga e così esco nel giardinetto antistante a fumare una sigaretta.
Mi avvio in un vialetto laterale, quando la vedo ad una decina di metri da me.
E' tutta nera con qualche macchia bianca, soprattutto nel grazioso musetto.
Lei non mi vede perchè sta percorrendo un vialetto trasversale a quello dove mi trovo io.
La chiamo emettendo con le labbra il caratteristico verso.
Si blocca immediatamente, una zampina a mezz'aria, volta la testa e mi guarda.
Ripeto il richiamo e con mia grande meraviglia inizia a venire verso di me.
Rimango immobile, man mano che si avvicina le sorrido sempre più.
Giunta davanti ai miei piedi, mi annusa, da prima timidamente poi sempre più convinta.
E' bella, ben nutrita, pelo lucido, ma non la tocco per paura che si spaventi e scappi via.
Per farle capire che gradisco la sua vicinanza mi siedo sul bordo dell'aiuola.
Lei salta subito su, continuando a strusciarsi voluttuosamente a me.
Mi gira intorno, mi dà piccoli colpetti con la testa sia nella schiena che nei fianchi.
Non voglio accarezzarla per non impaurirla ed anche perchè temo che possa essere un po' sporca, ma quando mi sento battere con la zampina sul braccio sinistro non resisto più e così leggermente la sfioro...sembra impazzita dalla gioia...si sdraia a pancia all'aria, segno di massima fiducia.
La gratto delicatamente sulla testolina ed inizio a parlarle.
Come sei bella...e come sei cara...sei morbida morbida -le dico- Sei troppo fiduciosa però. Dovresti fare più attenzione. Non devi avvicinarti a tutti. Lasciarti toccare poi...è meglio di no. Promettimi  che starai più attenta...c'è tanta gente cattiva...se tu sapessi...Ora devo andare. Ciao bella, buona passeggiata...
Si sta facendo tardi, meglio che torni dentro, magari tocca a noi, mi alzo e ritorno a malincuore sui miei passi, non senza voltarmi per darle un ultimo saluto.
E' sempre lì, ferma immobile, quasi in attesa che io torni da lei.
Le faccio ciao con la mano, ed è qui che mi gratifica con un bellissimo miaooooo che può voler dire tante cose, ma a me piace pensare che mi abbia risposto...
Ciaoooooo
Leyla